7.12.2026

Storia dell'Italia Repubblicana

 


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Capitolo Primo

Il biennio provvisorio 1946-1947

Consulta e Assemblea Costituente

·       De Gasperi-I(10 dicembre 1945 - 12 luglio 1946)

·       De Gasperi-II(13 luglio 1946 - 1 febbraio 1947)

·       De Gasperi-III(2 febbraio 1947 - 30 maggio 1947)

·       De Gasperi-IV(31 maggio 1947 - 22 maggio 1948)

 

Anche se, per ragioni di cronologia, non rientrano nel novero della nostra breve disamina storica, meritano, quantomeno un cenno, alcune istituzioni che hanno preceduto l’assunzione della forma repubblicana, formalmente sancita e prescelta con il referendum del 2 giungo 1946, da cui si è scelto, in questo nostro lavoro, di far partire le vicende italiane del secondo dopoguerra.

Questi importanti istituti sono essenzialmente tre: Il Comitato di Liberazione Nazionale, la Luogotenenza Regia e la Consulta Nazionale.

Ci limiteremo qui a quelle poche osservazioni necessarie a comprendere meglio come sia avvenuta la transizione, da un punto di vista storico e giuridico, dalla monarchia alla repubblica.

Il Comitato di Liberazione Nazionale fu un’associazione partitica che sorse spontaneamente all’indomani dell’armistizio con cui lo Stato Italiano pose formalmente fine alla condizione di belligeranza che gli derivava dalla scellerata dichiarazione di guerra pronunciata da Mussolini il 10 giugno del 1940.

 Il nove settembre 1943, infatti, il partito comunista, il partito d’azione, la democrazia cristiana, i socialisti, i liberali, i repubblicani e altri raggruppamenti minori si riunirono sotto forma di Comitato Nazionale di Liberazione, non soltanto contro il fascismo (che molti dei suoi componenti avevano combattuto sin dalla sua nascita), ma anche, in una certa misura in opposizione allo stesso Badoglio, che in quel momento rappresentava la monarchia e di fatto aveva polarizzato attorno a sé  la vecchia classe dirigente e le vecchie istituzioni del passato regime.

Con Badoglio e con le forze da lui rappresentate, non si arrivò tuttavia a uno scontro diretto, ma con spirito costruttivo si addivenne a un compromesso che riuscì a comporre un unico fronte, comunque compatto e deciso, all’insegna dell’antifascismo, e del desiderio di superare quel terribile momento storico.

Fra i tanti meriti del CLN c’è sicuramente quello di avere dimostrato agli alleati che l’Italia aveva combattuto contro il Fascismo, vissuto dalla popolazione come una dittatura che impose, oltre alle restrizioni libertarie, perfino la stessa guerra, dalla quale, per l’appunto, il popolo italiano prendeva le distanze. La qual cosa contribuì sicuramente ad alleviare la posizione dell’Italia come nazione belligerante sconfitta. I partiti più importanti del CLN, come vedremo, diedero un contributo significativo ai governi che precedettero il De Gasperi IV, quando i comunisti e i socialisti furono estromessi dal governo per i motivi che esamineremo a tempo debito. La loro presenza fu importante e significativa sin dalla caduta del primo governo militare di Badoglio (insediatosi all’indomani della deposizione e dell’arresto del suo predecessore Benito Mussolini), quando in seguito alla svolta di Salerno, nell’aprile del 1944, il PCI di Palmiro Togliatti e gli altri partiti del CLN accettarono di collaborare con Pietro Badoglio e con la Monarchia. Ogni tentativo di inquadrare questo istituto in forma permanente nell’organizzazione della costituenda repubblica, caldeggiato soprattutto dai comunisti e dagli azionisti, fu reso vano dall’ostracismo della Democrazia Cristiana e dei suoi futuri alleati di governo, che non vedevano di buon occhio l’inserimento di questi organismi spontanei, nati in una situazione emergenziale, nell’organigramma istituzionale che essi avevano in mente di costituire per la nuova repubblica italiana.

La Luogotenenza Regia fu istituita dallo stesso re Vittorio Emanuele III con suo decreto, in data 5 giugno 1944, n. 140. Con tale decreto il re nominava il principe ereditario Umberto di Savoia, Luogotenente del Regno, trasferendogli di fatto e di diritto, tutte le prerogative regie; in pratica, come il significato del sostantivo lascia intuire, Umberto di Savoia prese il posto del re,  fuggiasco a Brindisi. Tale istituto acquista una certa importanza, per gli scopi che qui ci siamo prefissi, con l’emanazione del decreto luogotenenziale 25 giugno 1944 n. 151 con cui si stabilisce che, dopo la liberazione del territorio nazionale le forme istituzionali saranno scelte dal popolo italiano, il quale a tal fine eleggerà a suffragio universale, diretto e segreto, una Assemblea Costituente per deliberare la nuova Costituzione dello stato. Questo decreto luogotenenziale n. 151/1944 è quindi il trait-d’union giuridico che ci traghetta dalla monarchia alla repubblica, fermo restando che fu volontà espressa del popolo italiano assumere la forma repubblicana, in sostituzione di quella monarchica. Tanti altri importanti decreti furono emanati sotto l’egida della luogotenenza, ma anche qui, la loro disamina esula dai nostri obiettivi e rimandiamo quindi il lettore voglioso di saperne di più alle fonti deputate.

La Consulta Nazionale, infine, va ricordata perché funse, in qualche modo, da assemblea di riferimento, sopperendo all’impossibilità, in quel momento storico, di formare una rappresentanza popolare elettiva. Non si dimentichi infatti che all’epoca (la Consulta Nazionale venne istituita con decr. legisl. luog. 5 aprile 1945, n. 146), l’Italia era tagliata in due e parzialmente assoggettata all’occupazione tedesca. Poi seguirono altri decreti luogotenenziali che la riguardavano, mano a mano che si procedeva con la liberazione dei territori da parte degli Alleati e delle forze della Resistenza. La Consulta Nazionale aveva carattere consultivo (seppure i suoi pareri fossero obbligatori), nelle più disparate materie e svolse un ruolo importante nella ricostruzione istituzionale del tessuto amministrativo, lacerato e consunto dalle terribili vicende della guerra. Era formato da 400 membri, rigorosamente antifascisti, scelti tra i componenti dei Comitati di Liberazione Nazionale, sindacalisti, uomini di cultura, ex deputati oppositori del passato regime, tecnici titolati e personalità di spessore, incensurati e politicamente immacolati. Svolse un ruolo di consulenza del governo e contribuì fattivamente alla redazione della legge elettorale dell’Assemblea Costituente e a quella istituiva del referendum in vista della consultazione generale del 2 giungo 1946.

La Consulta Nazionale, rimase formalmente in vita sino al 1° giugno 1946, passando idealmente le consegne all’Assemblea Costituente, di cui fu una degna antesignana storica, se non giuridica, nelle cui fila ebbe in effetti una rappresentanza in continuità, con i 128 suoi ex componenti che ivi furono eletti.

La luna di miele tra i partiti della sinistra e la democrazia cristiana, frutto della comunione degli ideali antifascisti, espressi nella militanza delle diverse sigle politiche dei Comitati di Liberazione Nazionale (CLN), fu certo intensa, forse anche, per certi versi appassionata, ma durò soltanto, all’incirca, un anno e mezzo.

 La prima crepa nel rapporto tra i due fronti ideologici più rappresentativi e importanti, si rese visibile in occasione della formazione del IV Governo De Gasperi, il 1° giugno del 1947. Era passato appena un anno dalla consultazione elettorale che aveva sancito la nascita della Repubblica e la fuoriuscita della Monarchia dalle vicende politico-istituzionali italiane.

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